Quando lo spazio racconta le tue ferite e ti guida verso la guarigione
Tutto inizia da una sensazione. Una lieve inquietudine, una stanchezza che non se ne va, il bisogno di cambiare… ma non sapere da dove cominciare. A volte la casa sembra “troppo”. Troppo piena, troppo vuota, troppo silenziosa. O semplicemente non nostra.
“Casa Mari”, una casa grande con ben 18 stanze, ci ha raccontato molto di più: ci ha parlato della storia di una famiglia, di una ferita profonda e di un uomo in ricerca.
Cosa abbiamo scoperto in questa costellazione della casa?
- La ferita dell’abbandono era ovunque. In ogni stanza c’era un’assenza, un vuoto non colmato. Il cliente, Victor, non riusciva a sentirsi accolto in nessuno spazio, come se tutta la casa lo tenesse a distanza. Questa sensazione era amplificata da traumi personali e memorie familiari
- Lo spazio riflette il nostro vissuto. C’erano ambienti che parlavano di un nonno assente, di una madre che non aveva saputo proteggere, di una zia esclusa e di un’ex compagna che aveva lasciato la sua impronta in ogni angolo. La casa era diventata un campo di battaglia emotivo
- La paura degli spiriti e delle presenze invisibili. Sì, anche questo è emerso. Ma non era superstizione: era la voce dell’inconscio, che reclamava pulizia energetica e liberazione. Ogni stanza aveva bisogno di un nuovo respiro

Cosa cambia dopo una costellazione della casa?
- L’energia si muove
- La casa si alleggerisce
- Il cliente ritrova radicamento, centratura, direzione
Casa Mari, dopo il lavoro fatto, è diventata un luogo di potere. Non più un contenitore vuoto di memorie, ma uno spazio che accoglie e sostiene.
Perché questo lavoro ha valore?
Perché unisce il visibile e l’invisibile. Io sono Chiara Cerboncini, coach olistica e costellatrice familiare della casa. Coniugo psicologia ambientale, costellazioni familiari olistiche e arredo consapevole.
Casa Mari mi ha insegnato ancora una volta quanto lo spazio esteriore possa rivelare la realtà interiore. E quanto il lavoro sullo spazio sia una porta diretta alla trasformazione della persona.
Tre verità che ho riscoperto in questo caso:
- La casa è un organismo vivo. Parla, sente, memorizza
- La ferita di abbandono si riflette spesso nell’ambiente. Nei vuoti, nei silenzi, nelle stanze chiuse a chiave
- Quando lo spazio guarisce, anche tu guarisci
E tu? Hai mai avuto la sensazione che la tua casa non ti accogliesse più? Forse è il momento di ascoltare cosa ha da dirti.
Un grazie speciale a Victor, che si è affidato con coraggio e apertura a questo percorso. La sua disponibilità a lasciarsi guidare e il suo desiderio di cambiamento hanno reso questo lavoro profondamente trasformativo.
“Se conosci qualcuno che sente la propria casa come un luogo ‘pesante’, o in cui qualcosa non scorre più come prima… magari questo racconto può offrire un nuovo punto di vista.”



